Il panorama della mobilità sta cambiando rapidamente e, tra le soluzioni più discusse per affrontare la transizione energetica, il retrofit elettrico occupa un posto di rilievo. Non si tratta solo di una scelta ecologica, ma di una sfida tecnica che affascina proprietari di auto d’epoca, gestori di flotte, scooter e appassionati di motori. Ma conviene davvero trasformare un veicolo tradizionale? In questo articolo esploreremo ogni aspetto della conversione, dai costi reali alla fattibilità tecnica, analizzando i bonus disponibili e i limiti normativi in Italia, per capire se il passaggio dal motore termico a quello a batterie sia la strada giusta per te o per la tua attività professionale.
Indice dei Contenuti
Cosa si intende per retrofit elettrico?
Tecnicamente, il retrofit elettrico è definito come il processo di riqualificazione elettrica di un veicolo originariamente concepito con motore a combustione interna (benzina, diesel o gas). Un sinonimo di retrofit è “Riqualificazione elettrica“, ma si può usare anche il termine “Conversione elettrica“.
In parole semplici, si tratta di un “trapianto di cuore”: il vecchio propulsore termico e tutti i componenti annessi (come il sistema di scarico, il serbatoio del carburante e il radiatore), vengono rimossi per far posto a un sistema di propulsione a zero emissioni.
Il retrofit elettrico, noto in ambito automotive anche come “riqualificazione elettrica”, è quindi rappresentato da un complesso di modifiche elettromeccaniche apportate ad un veicolo tradizionale volte a trasformarlo in un mezzo elettrico o ibrido.
Il fine di questo processo è chiaro: di riconvertire una qualsiasi auto tradizionale con motore endotermico (dal fuoristrada alla Smart) in elettrica, assicurandole una nuova e possibilmente lunga vita. Infatti, la manutenzione dell’auto elettrica è complessivamente ridotta (ma non annullata, ndr), rispetto a una motorizzata diesel o benzina.
Un endotermico è formato da circa 300 pezzi in media,
mentre un motore elettrico consta di una quarantina di parti e soprattutto non necessita di frizione e cambio, per cui escono di scena anche altri due componenti soggetti ad usura.
Ma è sul fronte dell’accessibilità che il retrofit elettrico sta lavorando: la possibilità di installare un kit omologato presso le officine consentirà a chiunque di dotarsi di un’auto elettrica grazie al meccanico di fiducia e di ricaricarla durante la notte anche nel proprio giardino o garage, allacciandola direttamente all’impianto elettrico casalingo.
Come funziona il retrofit elettrico?
Come scuola tecnica specializzata nel settore automotive con officine apposite, possiamo affermare che il retrofit elettrico è un’operazione chirurgica che richiede competenze multidisciplinari. Il processo segue fasi standardizzate ma estremamente delicate:
Fasi del Retrofit Elettrico Auto
-
Rimozione del motore termico
Viene asportato il motore a combustione, il cambio (spesso, anche se in alcuni casi viene mantenuto per gestire la coppia), il sistema di alimentazione e lo scarico. Questa fase richiede un’analisi della distribuzione dei pesi originaria del veicolo.
-
Installazione del motore elettrico
Al posto del motore termico viene installato un motore elettrico (solitamente di tipo sincrono a magneti permanenti o asincrono). Questo motore è collegato alle ruote motrici tramite una flangia di accoppiamento o un riduttore specifico.
-
Posizionamento del pacco batterie
Le batterie agli ioni di litio rappresentano il componente più ingombrante e pesante. Vengono alloggiate solitamente nel vano motore o nel bagagliaio, cercando di mantenere il baricentro dell’auto il più basso possibile per non compromettere la tenuta di strada.
-
Centraline e sistema di gestione (ECU e BMS)
L’intelligenza del veicolo risiede nel Battery Management System (BMS) e nell’inverter, che trasforma la corrente continua delle batterie in corrente alternata per il motore. Questi sistemi devono comunicare con i comandi originali del veicolo (acceleratore, cruscotto, sistemi di frenata).
Nei casi studio che abbiamo affrontato, uno degli errori più comuni è sottovalutare l’integrazione elettronica: far dialogare la nuova ECU con il vecchio quadro strumenti richiede una competenza avanzata in diagnosi e in elettronica.
Alcuni dei nostri corsi
-
Corso per Meccanico Autoriparatore
-
Corso per Responsabile Tecnico Meccatronico
-
Corso per Impiegato Accettatore di Officina
-
Corso per Specialista in Elettronica del Veicolo e Diagnostica Avanzata
-
Corso per Elaborazione e Rimappatura Centraline
-
Ingegneria della Progettazione Meccanica | Laurea Magistrale
-
Corso di Gestione Rifiuti Speciali nell’Autoriparazione
-
Ingegneria del Veicolo Elettrico e Ibrido | Laurea Triennale
KIT DI CONVERSIONE e
Costi dei Kit Retrofit
Partiamo da un esempio pratico.
Stai valutando il passaggio da un diesel euro 3 (o anche un euro 4) all’elettrico: devi sapere che quest’operazione è possibile mediante l’utilizzo di un kit per la trasformazione del veicolo attraverso un vero e proprio retrofit elettrico.
Il kit per la conversione di una vecchia auto in elettrica comprende principalmente:
- Motore elettrico;
- Batteria agli ioni di litio;
- Cablaggio;
- Sistemi di controllo per l’adeguamento alla nuova alimentazione.
Convertire un veicolo in elettrico e circolare è legale ormai nella quasi totalità dei paesi Europei (Italia inclusa grazie al D.M. 219/15). Non a caso, oggi l’omologazione della trasformazione di una vecchia auto in auto elettrica avviene presso la Motorizzazione Civile con una procedura equiparata a quella del collaudo impianto a GPL/metano.
Chiaramente il produttore del kit elettrico deve essere accreditato presso il Ministero dei Trasporti e dimostrare di essere in grado di produrre il kit secondo un ciclo produttivo rigido che garantisca la qualità e consenta a qualsiasi officina autorizzata di montarlo rispettando le specifiche e le istruzioni del costruttore. In pratica il produttore da un lato crea le condizioni per l’omologazione e dall’altro fornisce le prescrizioni per il montaggio, che verrà poi eseguito dall’autoriparatore a regola d’arte.



È opportuno specificare che il kit, al momento – dovendo rispettare normative di omologazione e di sicurezza – non può essere “fatto in casa”, ma va progettato, realizzato e certificato da aziende specializzate (come i pneumatici maggiorati per intenderci).
Sorge spontanea la domanda relativa a prezzi e costi per i kit retrofit. Il costo di un kit varia drasticamente in base alla potenza e all’autonomia desiderata: se parliamo di utilitarie, i prezzi partono dai 6.000 ai 9.000 euro (solo componenti), se invece parliamo di auto medie o SUV, i costi possono superare i 15.000 – 20.000 euro, data la necessità di pacchi batteria più capienti.
Quanto costa trasformare un’auto a benzina in elettrica?
Se consideriamo un progetto finito “chiavi in mano”, il costo per trasformare un’auto a benzina in elettrica in Italia oscilla mediamente tra i 12.000 e i 25.000 euro. È una cifra importante che spesso supera il valore residuo del veicolo sul mercato dell’usato.
Perché i costi sono così elevati? La voce principale è rappresentata dalle batterie: il costo per kWh è sceso negli anni, ma l’integrazione di un sistema sicuro e certificato rimane un investimento significativo. A questo si aggiunge la rarità delle officine autorizzate, che operano giustamente con tariffe da centri specializzati di alta ingegneria.
Calcola il costo del retrofit elettrico della tua auto
Prima di parlare di numeri “a caso”, ha senso fermarsi un attimo. Il retrofit elettrico non ha un prezzo fisso: cambia in base al tipo di veicolo, alla complessità tecnica e agli obiettivi che vuoi raggiungere. È qui che molti sbagliano valutazione.
Per darti un riferimento concreto, qui sotto trovi il nostro preventivatore gratuito che ti permette di stimare il costo della conversione in base ai parametri reali: tipo di motore, cambio, massa del veicolo, autonomia desiderata e zona in cui effettueresti il lavoro.
Non è un giochino. È costruito su valori medi di officina e su casi reali che vediamo nel settore. Usalo per capire subito se sei più vicino a un intervento da 9.000€ o a uno da 23.000€.
Calcolatore di costo conversione retrofit
Alimentazione
Tipo cambio
Utilizzo
Provenienza Kit
Zona d’Italia dell’officina
Massa a pieno carico
1500 kgAutonomia desiderata
200 kmQuesta è una stima indicativa basata su parametri medi di mercato. La stima include lo smaltimento e il materiale di consumo. Il costo reale può variare in base al veicolo, alla complessità dell’intervento e alle normative vigenti.
Una cosa però tienila a mente: il numero che vedrai non è il punto di arrivo, è il punto di partenza. Ed è esattamente quello che ti serve per prendere una decisione con un minimo di lucidità.
Per il resto serve uno studio di fattibilità, non ha senso chiedere un preventivo via WhatsApp senza vedere l’auto (e non fidarti di chi te lo fa).
Il retrofit elettrico conviene davvero?
La risposta non è un semplice “sì” o “no”. Il retrofit elettrico non deve essere visto come un modo economico per avere un’auto elettrica, ma come un investimento specifico.
Quando conviene:
Auto d’epoca e classiche: riportare in strada una vecchia Fiat 500 o una Citroën DS permettendo loro di circolare nelle zone ZTL senza limiti di emissioni, preservando l’estetica ma eliminando la manutenzione onerosa dei motori d’epoca.
Mezzi speciali o da lavoro: veicoli per consegne urbane (ultimo miglio) dove il risparmio sul carburante e sulla manutenzione nel lungo periodo ammortizza l’investimento iniziale.
Valore affettivo: quando il legame con il veicolo supera la logica puramente finanziaria.
Quando NON conviene:
Uso quotidiano economico: se l’obiettivo è risparmiare rispetto all’acquisto di una utilitaria termica usata o di una piccola elettrica di serie, il retrofit raramente è competitivo. Una Dacia Spring o una Renault Zoe usata potrebbero costare meno dell’intera trasformazione.
Come è possibile ricaricare un veicolo retrofittato?
Oltre le numerose charging station ormai presenti in tutti i comuni, è possibile utilizzare anche il proprio impianto domestico. Ad esempio, con le stazioni di ricarica domestiche è possibile ricaricare il proprio veicolo in casa, anche senza richiedere l’aumento di potenza oltre i 3kW.
Recentemente, questi impianti sono migliorati molto sia in termini di prezzo che di usabilità. È infatti spesso possibile regolare la potenza di carica, gestire il tutto tramite app e applicare gli adattatori in base al proprio connettore (Tipo 2, CHAdeMO, CCS, ecc.).
Oggi è inoltre possibile avere anche un kit di ricarica di emergenza portatile, comodo per ricaricare ovunque, come il Juice Booster (wallbox mobile).
Le normative sul retrofit in Italia
Nel territorio Italiano, il retrofit elettrico è stato regolamentato dal c.d. “Decreto Retrofit” (D.M. 1 Dicembre 2015, n. 219), entrato in vigore il 26 gennaio 2016.
La novità principale introdotta dal legislatore in questo decreto è l’abolizione del nullaosta da parte della casa costruttrice, una clausola che rendeva impossibile apportare qualunque modifica a un veicolo senza l’autorizzazione della casa stessa.
Inoltre, dopo aver eseguito la trasformazione, era necessario immatricolare nuovamente l’auto come “veicolo unico”, il tutto con una spesa in pratiche e bolli di molte migliaia di euro.
Tuttavia, il vero salto di sistema è arrivato con il D.M. 26 luglio 2022, n. 141, entrato in vigore il 1 ottobre 2022, che ha aggiornato e reso operativo il quadro per i veicoli delle categorie internazionali L, M e N1 originariamente termici.
Oltre al D.M. 141/2022, c’è stato il D.M. 19 luglio 2022, n. 227, che ha previsto un contributo economico per chi installa sistemi di riqualificazione elettrica su veicoli originariamente termici, con una piattaforma dedicata attivata nel 2023.
Siamo nel 2026 e finalmente il quadro normativo inizia ad essere più chiaro.
Per quali veicoli è possibile il retrofit?
La domanda più spesso ci viene fatta riguarda sicuramente la tipologia di veicoli che si possono convertire. Partiamo dal presupposto che per riqualificare un’automobile è necessario disporre di un motore nuovo, di un pacco batterie, delle varie centraline ed interfacce meccaniche, elettriche ed elettroniche, di manodopera qualificata ed infine bisogna ottemperare alle procedure burocratiche. Detto ciò tutto si può fare, ma innanzitutto consigliamo un retrofit per veicoli con anzianità almeno decennale (questo sempre in media, bisogna vedere l’utilizzo, il chilometraggio, ecc.). Dopodiché valutiamo il budget: la conversione può costare come un’auto elettrica nuova in caso di piccole vetture (o poco meno, data la crisi dei componenti e chip auto del 2021-2022), mentre per vetture non piccole il costo della riqualificazione è pari a circa la metà del prezzo d’acquisto della vettura stessa. Ad esempio per una berlina di lusso che è costata 75000 €, la riqualificazione costa circa 35000 €.
Pertanto, ogni caso è a sé, ogni progetto di retrofit ha la sua ratio e non è detto abbia senso economico o tantomeno utilitaristico, ad esempio potrebbe convenire fare un semplice noleggio lungo termine. Diverso è se si parla di riqualificare una vettura ancora attraente ed in buone condizioni, perché in questo caso diventerà un bene estremamente durevole e nel contempo acquisterà valore.
Ad esempio, Fiat 500 rimesse a nuovo e riqualificate, sono state facilmente vendute retrofittate con un buon rientro economico.
Altre vetture che hanno mostrato potenzialità di riqualificazione sono: il maggiolino Volkswagen, la Fiat 600, la Bianchina, la Mehari, la vecchia Mini, la Citroen due cavalli, le Porsche 924 e similari.
Sostanzialmente stiamo parlando di vetture non potenti, in modo tale che la conversione si possa fare con motori piccoli e batterie poco ingombranti, ossia costi ridotti ma controbilanciati da elevato valore, storia o comodità.
Un kit medio per il retrofit elettrico ha un’autonomia di 100 chilometri e tempi di ricarica di circa 3,8 ore.
Parallelamente, il retrofit elettrico è applicabile non solo alle auto, ma anche alle moto: Piaggio, Ducati, Yamaha, KTM e Aprilia hanno già mostrato la loro potenzialità di conversione elettrica.
Retrofit elettrico per veicoli d’epoca: come funziona?
Il caso delle auto storiche è quello che genera più interesse. Trasformare un’auto d’epoca in elettrica significa sostituire un motore che spesso ha problemi di affidabilità, perdite d’olio e consumi elevati con un sistema silenzioso e scattante. In questo contesto, molti temono la perdita di valore collezionistico. Tuttavia, la normativa permette di conservare i componenti originali: il retrofit è tecnicamente reversibile.
Il valore aggiunto è la possibilità di utilizzare il mezzo ogni giorno. Immagina una Porsche 911 degli anni ’70 che accelera con la linearità di una Tesla. La sfida qui è il packaging e il layout ingegneristico: far stare le batterie in spazi angusti senza stravolgere la ripartizione dei pesi che rende iconica la guida di questi mezzi.
Per chi desidera intraprendere una carriera nella mondo dei motori, è essenziale una formazione ad hoc: il punto di partenza è il nostro corso da meccanico, utile per comprendere le basi strutturali su cui intervenire.
Esiste un kit retrofit per scooter?
Sì, il mercato del retrofit elettrico per scooter è molto attivo, specialmente per modelli iconici come la Vespa. Esistono kit specifici che sostituiscono l’intero blocco motore-braccio oscillante con una nuova unità elettrica e una batteria estraibile alloggiata nel vano sottosella o nel vano serbatoio.
I costi sono molto più contenuti rispetto alle auto (circa 3.000 – 5.000 euro tutto incluso), ma i limiti rimangono legati all’omologazione. Molti kit sono venduti per “uso privato” o agonistico; è fondamentale verificare che il kit scelto sia certificato per l’uso stradale in Italia, altrimenti si rischia il sequestro del mezzo al primo controllo.
Casi reali di retrofit riusciti
Negli anni, abbiamo abbiamo visto progetti straordinari che dimostrano la maturità tecnologica del settore. Un esempio eccellente è la Fiat 500 d’epoca: con un motore da 15 kW e un pacco batterie da 10 kWh, riesce a garantire un’autonomia di circa 100 km, perfetta per l’uso urbano. I proprietari riferiscono una drastica riduzione dei tempi di fermo in officina e un piacere di guida inaspettato.
Come non menzionare la Fiat Panda elettrica: uno dei casi più citati oggi in Italia; aziende come Newtron e altri operatori del settore stanno lavorando su Panda recuperate e convertite, con l’obiettivo di renderle utilizzabili tutti i giorni e non solo come esercizi di stile.
Renault 5 retrofit: ci sono esempi reali di conversione che hanno mostrato un buon equilibrio tra conservazione del carattere dell’auto e miglioramento dell’uso urbano, soprattutto come progetto dimostrativo e di nicchia.
Un altro caso interessante riguarda i Land Rover Defender utilizzati in contesti di turismo ecosostenibile o in parchi naturali. In questi casi, la coppia istantanea del motore elettrico migliora addirittura le prestazioni in off-road, eliminando al contempo l’inquinamento acustico che disturberebbe la fauna selvatica.
Vogliamo infine parlare della DeLorean elettrica? eV-Now! viene citata spesso come progetto simbolico che ha aiutato a far conoscere il retrofit nel dibattito italiano, anche se è più un caso “icona” che un prodotto di massa.
In Italia il limite principale è però la standardizzazione: ogni modello richiede staffe, cablaggi e tarature specifiche, il che impedisce (per ora) una produzione di massa a basso costo.
Quali officine offrono retrofit elettrico in Italia?
Le officine che offrono realmente il servizio di retrofit elettrico sono ancora poche, circa un centinaio in tutta la penisola, e si concentrano nelle grandi aree metropolitane o in poli tecnologici specializzati. Non basta essere un bravo meccatronico, servono certificazioni PES/PAV (Persona Esperta / Persona Avvertita) per lavorare su sistemi ad alta tensione, esperienza consolidata e la collaborazione di figure diverse, tra cui esperti in centraline, motoristi e ingegneri automobilistici.
| Operatore | Sede | Ruolo | Note pratiche |
|---|---|---|---|
| Newtron Engineering S.r.l. | Villafranca Tirrena | Costruttore autorizzato / filiera retrofit | Tra i nomi più noti in Italia; lavora su riqualificazione elettrica e kit omologati. |
| Pretto S.r.l. | Pontedera | Costruttore autorizzato / filiera retrofit | Storicamente molto attiva nell’elettrificazione; citata per conversioni industriali e veicoli specifici. |
| Motoveloci S.r.l. | Rimini | Costruttore autorizzato / filiera retrofit | Tra gli operatori riconosciuti dal settore per conversioni regolamentate. |
| Electrofit S.r.l. | Torino | Costruttore autorizzato / filiera retrofit | Uno dei soggetti autorizzati più citati nel panorama italiano. |
| Retrofleet S.a.s. | Grugliasco | Costruttore autorizzato / filiera retrofit | Opera nella filiera del retrofit con autorizzazione ministeriale. |
| Officine Gentile | Torino | Officina specializzata / installatore | Molto attiva su auto storiche e conversioni elettriche; lavora nel restauro e nella trasformazione. |
| Officine Gulla | Milano | Officina / partner di filiera | Si propone per installazioni legate a Newtron e conversioni su modelli specifici. |
| Sonoelettrica | Italia | Operatore della mobilità elettrica | Più orientata al settore e alla mobilità elettrica in generale, non solo al retrofit puro. |
Ti Potrebbe Interessare Anche..
-

Macchine Movimento Terra: Manutenzione, Rischi e Peculiarità
-

Certificazione COTECH: Cos’è, Requisiti, Dove si Fa ed Esame
-

Scuola Superiore Meccanica e Meccatronica: Tecnico o IPSIA?
-

Diventare Capofficina: Requisiti, Ruolo, Lavoro e Stipendio
-

Pompista: Mansioni, Carriera e Stipendio
-

Manutentore Mezzi Pesanti: Cosa Fa, Requisiti e Stipendio
Vantaggi e incentivi della riqualificazione elettrica
L’operazione di retrofit elettrico riserva sicuramente dei vantaggi, soprattutto in termini di costo-opportunità:
- Immaginiamo una possibile grossa lavorazione dopo anni di utilizzo della propria auto, vecchia ed inquinante (es. motore o cambio): quale migliore occasione per convertire la propria auto?;
- In caso di rottamazione, con il retrofit evitiamo questa procedura e le relative spese di demolizione e radiazione. Inoltre, i vecchi pezzi ancora funzionanti e riutilizzabili, possono essere rivenduti come ricambi (es. su eBay, Subito o su Facebook Marketplace);
- C’è un notevole risparmio sul carburante, considerando che un pieno può costare solo € 5;
- Sono previste agevolazioni per i veicoli di nuova generazione, come l’accesso alle ZTL e le ricariche gratis in alcuni supermercati;
- Non in ultimo, contribuiamo attivamente a tutelare l’ambiente dove viviamo.
Ed è proprio per salvaguardare il nostro ambiente, sono stati proposti degli incentivi. Nel dettaglio, per coloro che hanno omologato entro il 31 Dicembre 2022 in Italia un veicolo attraverso l’installazione di sistemi di retrofit elettrico è riconosciuto un contributo pari al 60% del costo di riqualificazione fino ad un tetto massimo di € 3500. Tuttavia attualmente questo bonus risulta chiuso per cessazione dei fondi.
Oggi abbiamo più che altro dei vantaggi fiscali reali dopo conversione elettrica, tra cui l’esenzione bollo auto fino a 5 anni e l’assicurazione più bassa (anche -30/50% in alcuni casi).
Aggiungi questa pagina ai preferiti per restare aggiornato sulle ultime novità in tema di incentivi e contributi:
Aggiorniamo periodicamente i nostri contenuti per offrire informazioni attuali e complete.
La piattaforma CONSAP per il contributo retrofit
Scopri come ottenere l’incentivo per la tua auto elettrica con la piattaforma Retrofit. La richiesta del contributo è da fare online, basta autenticarsi tramite SPID e seguire alcuni passaggi. Compila l’istanza inserendo i dati richiesti, tra cui il numero di targa, la tipologia del veicolo e la data di installazione del nuovo motore. Inoltre, dichiara le spese sostenute e fornisci i dati per l’accreditamento del bonus. Ricorda di caricare tutti gli allegati necessari nella piattaforma, come la documentazione delle fatture e dei pagamenti e la carta di identità.
La piattaforma Retrofit è la soluzione ideale per chi vuole convertire la propria auto in elettrica e ottenere l’incentivo in modo semplice e sicuro. Ma sopratutto per essere in regola in caso di controlli futuri.
Richiedi il contributo per la tua auto elettrica tramite la piattaforma ufficiale Retrofit: visita il sito Consap per maggiori informazioni.
Quale formazione serve per lavorare nel retrofit elettrico?
Il retrofit elettrico rappresenta un’iper-specializzazione del know how d’officina. Per operare in questo settore, non basta saper montare un pezzo; bisogna comprendere l’architettura del veicolo in modo sistemico.
Le competenze richieste sono diverse e complementari:
- Meccanica avanzata: per la progettazione e il montaggio dei supporti motore e l’adeguamento delle sospensioni (che devono sopportare il nuovo peso delle batterie).
- Elettronica e Informatica: per la programmazione dell’inverter e la gestione dei protocolli di comunicazione CAN-bus tra i componenti.
- Diagnosi e Sicurezza: per operare in sicurezza su tensioni che superano i 400V.
In Movento, formiamo i professionisti di domani proprio su queste basi. Se vuoi trasformare la tua passione in una professione concreta e all’avanguardia, è il momento di agire. Puoi iniziare a scoprire i percorsi formativi disponibili nel nostro catalogo, oppure decidere di specializzarti nella diagnosi elettronica, un modulo fondamentale per chiunque voglia mettere le mani su un sistema di retrofit.
Per chi aspira a posizioni di progettazione e gestione tecnica di alto livello, è possibile anche valutare la laurea in ingegneria automotive, che fornisce le basi teoriche per innovare nel settore della mobilità elettrica.
Se hai dubbi su quale sia il percorso più adatto alle tue competenze attuali, puoi contattare la nostra segreteria per un colloquio di orientamento personalizzato.
F.A.Q. retrofit elettrico: alcune domande
L’auto retrofittata ha rischi di folgorazione in caso di lavaggio o pioggia consistente?
Un kit retrofit montato a regola d’arte e di ultima generazione ha rischi di folgorazione estremamente contenuti, sopratutto grazie ai circuiti che monitorano le eventuali dispersioni. I kit hanno poi protezioni superiori a quelle dei nuovi smartphone: possono lavorare in ambienti bagnati (anche in fase di ricarica).
Cosa occorre per la ricarica domestica?
Il punto di ricarica (un’installazione fissa che può essere montata sulla parete o a terra e che consente di connettere il veicolo all’impianto elettrico di casa), il cavo e la presa (di solito di tipo Schuko o Mennekes).
Cavi: quali servono?
In caso di stazione di ricarica domestica o portatile, con spina Schuko (o industriale) e la spina Tipo2 all’altra estremità, va inserita nel connettore di ricarica AC dell’auto. Mentre nelle stazioni DC (e alcune AC), queste hanno un loro cavo fisso da collegare al connettore Combo CCS o CHAdeMO del veicolo.
La batteria può essere riparata o sostituita?
Si, è possibile sia farlo in garanzia, sia solo intervenendo sulle singole celle.
Quanto tempo serve per la ricarica di un’auto convertita in elettrico?
Il tempo dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di kit retrofit montato, la capacità della batteria, la potenza del caricatore e la velocità di ricarica scelta. In media, con una presa domestica standard, la ricarica completa di un veicolo elettrico può richiedere dalle 8 alle 12 ore, ma questo tempo può variare in base al tipo di veicolo e alla presa utilizzata. Con una wallbox, un caricatore domestico a parete, il tempo di ricarica può essere ridotto a circa 4-6 ore, mentre con una stazione di ricarica pubblica ad alta potenza può essere possibile effettuare una ricarica rapida in circa 30 minuti.
In Italia, è possibile trasformare un veicolo con motore endotermico in auto ibrida?
Si, a condizione che la conversione sia effettuata da un’officina autorizzata e che il veicolo rispetti le norme tecniche, ambientali e di sicurezza previste dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Inoltre, la conversione deve essere omologata dal Ministero dei Trasporti e registrata presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). In generale, questa operazione richiede un intervento complesso e costoso. La conversione prevede l’installazione di un motore elettrico, di una batteria e di un sistema di controllo elettronico, oltre alla rimozione di parti del motore a combustione interna. Inoltre, non tutte le auto possono essere convertite in auto ibride, poiché dipende dal modello dell’auto e dalla sua compatibilità con il sistema ibrido. In generale, la conversione di un’auto a benzina o diesel in un’auto ibrida è un’operazione che richiede competenze specialistiche e deve essere eseguita da professionisti qualificati.
Quanti chilometri di autonomia può raggiungere un veicolo retrofittato?
L’autonomia di un’auto convertita in elettrica dipende da diversi fattori, come la capacità della batteria, il peso dell’auto, l’efficienza del motore elettrico, la velocità di guida e le condizioni ambientali. In generale, un’auto elettrica convertita può raggiungere un’autonomia di circa 100-200 km con una sola carica, anche se ci sono alcune eccezioni di auto convertite che possono percorrere fino a 500 km con una sola carica. È importante notare che l’autonomia effettiva può variare a seconda dell’uso dell’auto e delle condizioni di guida.
Per altre domande: contatta i nostri tecnici esclusivamente via WhatsApp








Lascia un commento